Il Laboratorio di Archeologia Medievale, uno dei più recenti laboratori costituiti all’interno del Dipartimento di Beni Culturali (settore storico-archeologico), è in costante crescita. All’interno dell’Ateneo leccese, il Laboratorio rappresenta il luogo di elaborazione dei dati e di studio dei materiali archeologici rinvenuti principalmente nell’ambito delle ricerche avviate in Puglia su siti databili tra l’età  tardo antica e il periodo post medievale. E’ dotato di una sala studio per il trattamento dei materiali provenienti da scavo e ricognizione, e delle postazioni informatiche per l’elaborazione dei dati. Le ricerche, svolte all’interno di programmi promossi dal Dipartimento di Beni Culturali e dalla Scuola di Specializzazione in Archeologia Classica e Medievale, riguardano vari aspetti, dall’insediamento umano al rapporto uomo-ambiente e alla caratterizzazione della cultura materiale, eseguite da specialisti e da specializzandi, nonché da studenti dell’Università  salentina.

Le attività  di laboratorio si raccordano con scavi archeologici, svolti su concessione o in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, e trovano un punto d’incontro sui cantieri scuola estivi che, sin dal 1992 si sono svolti nei siti di Le Centoporte (Giurdignano), Quattro Macine (Giuggianello), Apigliano (Martano), Loc. Scorpo (Supersano) e castello Carlo V (Lecce). Da alcuni di questi siti provengono i materiali conservati nel Laboratorio, su cui sono state avviate varie ricerche, in particolare sulla ceramica come indicatore cronologico e spia di rapporti economici e sociali, sugli oggetti di abbigliamento medievale e sugli affreschi medievali nel contesto dello sviluppo religioso e culturale del Salento.Indagini sulla fauna, sulla flora e sui suoli vengono anche portate avanti impiegando le più avanzate metodologie, in collaborazione con i Prof. Jacopo De Grossi, Simon Davis e Girolamo Fiorentino, nel tentativo di caratterizzare l’ambiente medievale nelle sue diverse fasi. Strettamente connesso alle ricerche sul terreno e allo studio delle fonti è stata la costituzione di un database informatizzato e di piattaforme GIS per lo scavo e per le indagini sul territorio.

Particolare enfasi è stata data all’archeometria, attraverso una serie di collaborazioni, da ultimo sulle scorie metalliche e sull’evidenza per la produzione di oggetti in ferro presso vari insediamenti rurali nel Salento, da parte della Prof.ssa Isabella Memmi e la Dott.ssa Elisabetta Gliozzo dell’Università di Siena. Il Laboratorio, all’interno di un programma della Scuola di Specializzazione in Archeologia, ha partecipato al Progetto Europeo “The degradation of bone as an indicator in the deterioration of the European Archaeological property”, svolto in collaborazione con le Università  di Newcastle, Nottingham e Stoccolma, e il Rijksdienst voor het Oudheidkundig Bodemonderzoek ad Amersfoort.

Tutte queste attività  trovano vari momenti di divulgazione, fra seminari tenuti presso le amministrazioni comunali e le istituzioni culturali pugliesi, e conferenze nell’ambito di convegni.